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La sterilità involontaria di coppia

Le cause

La sterilità involontaria di coppia è definita come l’incapacità di ottenere una gravidanza dopo almeno un anno di rapporti non protetti. Questa difficoltà induce spesso un forte disagio emotivo nella coppia ed oggi rappresenta un problema di “salute” sociale.

È stato calcolato che esistono attualmente circa 60-80 milioni di coppie sterili al mondo e si stima che il problema riguardi 50.000-60.000 coppie italiane ogni anno.

Tra le cause che sono alla base di una difficoltà riproduttiva si distinguono fattori esclusivamente o prevalentemente femminili e fattori esclusivamente o prevalentemente maschili. Molto frequentemente uno o più problemi di variabile severità possono riguardare nello stesso momento sia l’uomo che la donna. Per un considerevole numero di coppie la causa di sterilità rimane sconosciuta (cosiddetta “sterilità inspiegata o idiopatica”).

prof, giovanni battista la sala - sterilità involontaria di coppia

Presso il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) dell’Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia, cui le coppie sterili afferenti allo studio medico del Prof. La Sala saranno indirizzate, è attivo un progetto multidisciplinare di PMA e Genitorialità Responsabile per le coppie con infezione da HIV/HCV.

L’avvento di terapie antiretrovirali, peraltro ad elevata efficacia, ha cambiato in maniera radicale le aspettative di vita dei pazienti affetti da HIV a tal punto che le coppie in cui uno o entrambi i partner sono sieropositivi possono considerare la genitorialità come scelta realistica e responsabile. Il rischio di trasmissione di HIV durante un rapporto sessuale completo è estremamente variabile (tipo di virus, carica virale, stadio di malattia HIV correlata, sesso del soggetto infetto, presenza di malattie a trasmissione sessuale). In ogni caso il concepimento naturale comporta sempre un rischio di contagio sessuale per il partner negativo (per la donna è quasi del 4%); la sieroconversione in corso di gravidanza comporta inoltre un rischio molto elevato di infezione per il nascituro.

Sulla base di tali osservazioni, si è giunti a considerare nelle coppie con partner femminile e/o maschile con infezione da HIV l’opportunità dell’utilizzo delle tecniche di PMA.

Dal luglio 2008 divengono operative nuove linee-guida alla legge 40 del 2004, che danno la possibilità di ricorrere alle tecniche di PMA anche alle coppie in cui uno dei partner sia portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili, e in particolare del virus HIV e di quelli delle Epatiti B e C, riconoscendo che tali condizioni siano assimilabili ai casi di infertilità per i quali è concesso il ricorso alla PMA. In questi casi c’è infatti un elevato rischio di infezione per la madre e il feto conseguente a rapporti sessuali non protetti con il partner sieropositivo. Un rischio che, di fatto, preclude la possibilità di avere un figlio a queste coppie”.

Per maggiori informazioni sulla normativa vigente e le modalità di accesso

Le nuove linee guida contenenti le indicazioni delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, previste dall’articolo 7 della legge 40/2004, aggiornano le precedenti linee guida del 21 luglio 2004 sono state firmate dal Ministro della Salute l’11 aprile 2008 (il decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 aprile 2008-serie generale num.101).

La legge n. 40 del 19 febbraio 2004, nota anche come legge 40 o legge 40/2004 “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”. Tale legge è stata al centro di accesi dibattiti poiché pone notevoli limiti alla fecondazione assistita e alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni. Il 13 maggio del 2009 sono state pubblicate le motivazioni della Sentenza della Corte Costituzionale n° 151/09 dell’1 aprile 2009, sentenza e motivazioni che di fatto scardinano l’impalcatura portante della legge 40 perché, a differenza della stessa, non danno più al concepito gli stessi diritti della madre. La sentenza e le sue motivazioni aboliscono il limite dei 3 ovociti da inseminare, permettono il congelamento embrionario e la diagnosi pre-impianto. Infatti, la sentenza garantisce assoluta priorità alla salute della donna ed autonomia al medico nelle necessarie scelte professionali sempre, ovviamente, dopo aver acquisito il consenso dei pazienti.

Vedi la normativa vigente in materia di PMA

INFERTILITA’ UMANA
Principi e Pratica

Giovanni Battista La Sala
Giovanni M. Colpi
Stefano Palomba
Alessia Nicoli
Leonardo De Pascalis
Maria Teresa Villani

Euro: 99,00
Pubblicazione: Marzo 2014
Pagine: 1020
Oltre 240 immagini a colori
Rilegatura: Cartonato
Formato: 19,5 x 26,5
ISBN 978-88-2143-844-8

prof, giovanni battista la sala - infertilità umana

Contiene la sentenza della Corte Costituzionale sulla PMA eterologa.

Infertilità Umana Principi e Pratica è un testo che dà informazioni scientifiche secondo l’attuale Stato dell’Arte e dà indicazioni concrete sulle problematiche diagnostiche e terapeutiche dell’infertilità di comune riscontro nella pratica clinica. Il testo si prefigge di essere per il Lettore:

  • un riferimento culturale lineare, affidabile e quanto più possibile aggiornato e completo;
  • uno strumento da utilizzare nella pratica clinica quotidiana.

L’obiettivo del presente volume è quello di offrire la migliore sintesi possibile della Medicina Basata sull’Evidenza (Evidence Based Medicine, EBM) e dell’esperienza clinica degli Autori e dei Collaboratori.

A CHI SI RIVOLGE

  • Operatori dei Centri di PMA;
  • andrologi;
  • urologi;
  • ostetrici-ginecologi;
  • endocrinologi;
  • biologi e biotecnologi;
  • psicologi;
  • medici di Medicina Generale;
  • operatori dei Consultori Familiari;
  • specializzandi in Ostetricia-Ginecologia;
  • specializzandi in Urologia;
  • specializzandi in Endocrinologia.

Inviare via fax il modulo allegato al n. 02 8818 4304 o via mail a ordini@lswr.it

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